|
TENSIONI ALTERNATE SINUSOIDALI
Una tensione o una corrente si dice sinusoidale quando la sua
ampiezza al variare del tempo è proporzionale ad una funzione
matematica detta seno. Il seno è una funzione disponibile sulle
calcolatrici scientifiche. Ricordiamo che la tensione
disponibile negli appartamenti è una tensione sinusoidale.
Vediamo nel seguente diagramma una tensione sinusoidale:

Notiamo sull'asse orizzontale il tempo
t,
che si misura in secondi. Mentre sull'asse verticale avviamo
riportato v(t),
cioè il valore della tensione all'istante considerato
t ;
notiamo che t è minuscolo per indicare che è variabile. Poiché
la tensione sinusoidale aumenta e diminuisce seconda un'onda si
usa dire che la tensione ha una forma d'onda di tipo
sinusoidale. In pratica un'onda parte da uno zero e torna al
secondo zero successivo, oppure parte dal valore massimo
positivo e finisce al successivo valore massimo positivo; oppure
parte dal valore massimo negativo e finisce al successivo valore
massimo negativo. Notiamo che l'onda si ripete tale e quale dopo
un tempo T
detto periodo. Si dice, quindi,
periodo
il tempo impiegato da un'onda per ripetersi tale e quale. Si
dice frequenza
di un'onda il numero di periodi che compie in un secondo, la
frequenza si indica con la lettera
f e
si misura in Hz,
che si legge Hertz. Esempio f = 50 Hz vuol dire che in un
secondo l'onda si ripete tale e quale 50 volte, cioè compie 50
periodi o cicli al secondo. Tra periodo e frequenza esiste la
seguente relazione.
f = 1/T
cioè la frequenza è l'inverso del periodo. La
frequenza della tensione nelle abitazioni civili è
f = 50 Hz.
Sulle navi f = 60 Hz.
Sull'asse verticale abbiamo rappresentato
v(t)
cioè il valore della tensione all'istante
t.
Consideriamo, ora, alcuni punti fondamentali dell'onda. Si dice
ampiezza
di un'onda il valore massimo che essa raggiunge. Nell'onda
sinusoidale il valore massimo positivo è uguale a quello
negativo. Nel nostro diagramma il valore massimo è 12 V, quindi
l'ampiezza VM
= 12 V. Partendo, allora dal punto zero, otteniamo che quando il tempo
t = 0
anche la tensione v(t)
= 0 e coincide con l'origine degli
assi, quando il tempo t
= T/4 la tensione raggiunge il valore
massimo positivo, cioè
v(T/4) = VM; quando il
tempo t = T/2
la tensione ritorna a zero, cioè
v(T/2) = 0;
quando il tempo t è uguale a 3T/2 la tensione raggiunge il
valore massimo negativo,
cioè v(3T/2)= - VM;
infine, quando il tempo t è uguale ad un periodo la tensione
ritorna a zero, cioè
v(T) = 0.
Si dice
valore efficace
di un'onda sinusoidale il valore equivalente che produce gli
stessi effetti di riscaldamento della tensione continua. Dato
cioè un resistore di valore R, se per esempio lo alimentiamo con
tensione continua E =
12 V, oppure lo alimentiamo con
tensione alternata avente valore efficace
V = 12 V
gli effetti sul riscaldamento del resistore sono equivalenti. Il
valore efficace di una tensione sinusoidale lo indichiamo con la
lettera V
maiuscola. Il valore efficace della tensione si
misura in Volt. Conoscendo il valore massimo di una tensione
sinusoidale, possiamo calcolare il valore efficace con la
seguente formula
V = VM / Ö
2 = 0,707 VM
Lo stesso discorso fatto per la tensione
sinusoidale vale anche per la corrente sinusoidale, infatti un
circuito alimentato con tensione sinusoidale dà luogo ad una
corrente sinusoidale. Il diagramma è il seguente:

Indichiamo con
IM
l'ampiezza della corrente; il valore del periodo e della
frequenza restano gli stessi, cioè tensione e corrente hanno lo
stesso periodo, la stessa frequenza, e la stessa forma d'onda.
Per calcolare il valore efficace della corrente
I
usiamo la seguente formula:
I = IM / Ö
2 = 0,707 IM
E' opportuno, ora, riepilogare la simbologia.
La lettera V
maiuscola da sola indica o una tensione continua o il valore
efficace di una tensione alternata; la lettera
V
maiuscola vicino ad un numero rappresenta il Volt, cioè l'unità
di misura della tensione; esempio:
V = 220 V
si legge che esiste una tensione
V che può essere o continua pari a 220 V oppure alternata con
valore efficace 220 V.
La lettera
v
minuscola indica una tensione che varia nel tempo.
La lettera I
maiuscola da sola indica o una corrente continua o il valore
efficace di una corrente alternata;
I = 10 A
si legge che esiste una corrente
I che può essere o continua pari a 10 A oppure alternata con
valore efficace 10 A.
La lettera
i minuscola indica una corrente che varia nel tempo.
VETTORI ROTANTI
Un modo di rappresentare graficamente le
grandezze sinusoidali è quello dei vettori rotanti. Si prende
come riferimento un asse orizzontale ed un punto fermo O, scelti
a piacere, come nel seguente schema:

si disegna in una scala a piacere un segmento
che parte dal punto 0 e lungo quanto l'ampiezza della tensione
da rappresentare. Nel nostro caso, volendo rappresentare una
tensione avente valore efficace
V= 220 V,
ci calcoliamo il valore massimo
VM = 220
Ö 2 = 311 V,
e disegniamo un segmento di lunghezza
pari a 3,11 cm essendo la scala scelta 1 cm = 100 V; mettiamo
sul segmento una direzione verso l'esterno mediante una freccia;
in pratica abbiamo ottenuto un particolare vettore che ha modulo
pari a VM
, direzione e verso indicati dalla freccia. Tale vettore però
non è fisso ma ruota in senso antiorario attorno al punto
0
con velocità angolare
w
. Per calcolare w usiamo la
formula
w = 2
p
f
cioè la velocità angolare è uguale a 2
moltiplicato per 3,14 per la frequenza f. w si misura
in radianti al secondo. w
è detta anche
pulsazione. Consideriamo ora la
proiezione del segmento
0P sull'asse orizzontale, tale
proiezione che è pari al segmento
OX,
rappresenta istante per istante la tensione
v
avente valore massimo VM
e frequenza
f.
Naturalmente anche una corrente alternata
sinusoidale si può rappresentare col metodo dei vettori rotanti.
Lezioni di Elettrotecnica ed Elettronica
CIRCUITO PURAMENTE RESISTIVO
Un circuito si dice
puramente resistivo
quando compaiono solo resistenze. Lo schema elettrico è il
seguente:

Nel circuito puramente resistivo la corrente
è in fase con la tensione. La legge di Ohm diventa:
V = R
I
Dove
V
e I
sono vettori; mentre R la consideriamo costante. Usando i
vettori rotanti otteniamo che il vettore corrente è parallelo al
vettore tensione, in quanto tensione e corrente sono in fase.
Lezioni di Elettrotecnica ed Elettronica
CIRCUITO PURAMENTE INDUTTIVO
Un circuito si dice puramente induttivo
quando compaiono solo delle induttanze. Lo schema elettrico è il
seguente:

Nella induttanza
L,
essendo sottoposta a corrente alternata vi si genera una forza
elettromotrice indotta
e, secondo la legge di Farady, Neumann,
Lenz, tale forza elettromotrice è uguale e opposta alla tensione
che l'ha generata, cioè
v = - e.
Si dice
reattanza induttiva
l'ostacolo che la induttanza
L
oppone al passaggio della corrente alternata. La reattanza
induttiva si indica con la lettera
XL,
si misura in W
, si calcola con la seguente formula:
XL
=
w
L
Tale formula ci dice che la reattanza della
bobina avente induttanza L è pari al prodotto della pulsazione
w per
l'induttanza L della bobina.
Dove
w
= 2 p
f.
Tra tensione e corrente nella induttanza
esiste uno sfasamento di 90° , pari a
p
/2, con la tensione che è in anticipo
rispetto alla corrente. La legge di Ohm diventa:
V
= j XL
I
Dove
V ed
I
sono vettori, mentre XL
si considera costante se la frequenza è costante.
j è
un operatore matematico che applicato alla corrente la sfasa di
90° in anticipo, quindi
V che si ottiene moltiplicando la
corrente per j è in anticipo di 90° rispetto alla corrente.
Lezioni di Elettrotecnica ed Elettronica
CIRCUITO PURAMENTE CAPACITIVO
Un circuito si dice puramente capacitivo
quando sono presenti solo condensatori. Lo schema elettrico è il
seguente:

In pratica il condensatore è costretto a
caricarsi, scaricarsi e caricarsi di segno opposto seguendo la
tensione alternata applicata ai suoi capi. Si dice
reattanza capacitiva
l'ostacolo che il condensatore oppone al passaggio della
corrente alternata. La reattanza capacitiva si indica col
simbolo XC,
si misura in W
, si calcola con la seguente formula:
XC
= 1/
w
C
Tale formula ci dice che la reattanza del
condensatore avente capacità C è pari all'inverso del prodotto
della pulsazione w
per la capacità C del condensatore.
Dove w
= 2 p
f.
Tra tensione e corrente nel condensatore
esiste uno sfasamento di 90° , pari a
p
/2, con la
corrente che va in anticipo rispetto
alla tensione. La legge di Ohm diventa:
V
= - j XC
I
Dove
V ed
I
sono vettori, mentre XC
si considera costante se la frequenza è costante.
j è
un operatore che applicato alla corrente la sfasa di 90° in
anticipo, poiché però compare il segno
- la
sfasa in ritardo di 90°, di conseguenza la tensione è in ritardo
di 90° rispetto alla corrente.
Lezioni di Elettrotecnica ed Elettronica
CIRCUITO RL
Si dice circuito RL un circuito in cui
compaiono solo resistenze e induttanze. Lo schema elettrico è il
seguente:

Nel circuito RL si combinano i due effetti
della resistenza del resistore R e della reattanza della bobina
L, per cui si ha uno sfasamento complessivo tra tensione e
corrente, che dipende sia da R che da XL. Si dice
impedenza
del circuito RL l'ostacolo che esso oppone al
passaggio della corrente alternata. L'impedenza si indica con la
lettera Z,
si misura in W, si calcola con la seguente formula:
Z =Ö
R2 + (w
L)2
Z
è un vettore il cui modulo lo indichiamo
con Z.
Tale formula ci dice che il modulo dell'impedenza
Z si calcola facendo la radice quadrata della somma di R al
quadrato +
(w
L) tutto al quadrato, che poi è la
reattanza al quadrato. Invece
Z
vettore è :
Z
= R + jw
L. La legge di
Ohm diventa:
V =
Z I
= (R + jw
L) I
Cioè la tensione vettore ai capi di un
circuito RL è uguale al prodotto della impedenza Z vettore per
la corrente vettore.
Per disegnare i vettori usiamo il seguente
schema:

cioè prima disegniamo la tensione ai capi di
R che è orizzontale e quindi
VR
= RI;
poi disegniamo la tensione ai capi della induttanza L, che è
sfasata di 90° in anticipo quindi
VL
= j XL
I, poi
facciamo la somma vettoriale dei due vettori e otteniamo il
vettore V,
che è la tensione applicata al circuito RL. Per calcolare lo
sfasamento j
,
cioè l'angolo tra tensione
V e
corrente I
si può usare la seguente formula:
j =
arctg
wL/R
cioè arcotangente del rapporto tra parte
immaginaria e parte reale.
Lezioni di Elettrotecnica ed
Elettronica
CIRCUITO RC
Si dice circuito RC un circuito in cui
compaiono solo resistenze e condensatori. Lo schema elettrico è
il seguente:

Nel circuito RC si combinano i due effetti
della resistenza del resistore R e della reattanza del
condensatore C, per cui si ha uno sfasamento complessivo tra
tensione e corrente, che dipende sia da R che da XC.
Si dice impedenza
del circuito RC l'ostacolo che esso oppone
al passaggio della corrente alternata. L'impedenza si indica con
la lettera Z,
si misura in W, si calcola con la seguente formula:
Z =Ö
R2 + (1/w
C)2
Z
è un vettore il cui modulo lo indichiamo
con Z.
Tale formula ci dice che il modulo dell'impedenza
Z si calcola facendo la radice quadrata della somma di R al
quadrato +
(1/w
C) tutto al quadrato, che poi è la
reattanza al quadrato. Invece
Z
vettore è :
Z
= R - j (1/w
C).
La legge di Ohm diventa:
V =
Z I
= (R - j (1/w
C) I
Cioè la tensione vettore ai capi di un
circuito RC è uguale al prodotto della impedenza Z vettore per
la corrente vettore.
Per disegnare i vettori usiamo il seguente
schema:

cioè prima disegniamo la tensione ai capi di
R che è orizzontale e quindi
VR
= RI;
poi disegniamo la tensione ai capi del condensatore C, che è
sfasata di 90° in ritardo
VC
= - j XC
I, poi
facciamo la somma vettoriale dei due vettori e otteniamo il
vettore V,
che è la tensione applicata al circuito RC. Per calcolare lo
sfasamento j
,
cioè l'angolo tra tensione
V e
corrente I
si può usare la seguente formula:
j =
arctg - 1 /
wRC
cioè arcotangente del rapporto tra parte immaginaria e parte
reale.
Lezioni di Elettrotecnica ed Elettronica
CIRCUITO RLC
Si dice circuito RLC un circuito in cui
compaiono resistenze, induttanze e condensatori. Lo schema
elettrico è il seguente:

Nel circuito RLC si combinano gli effetti
della resistenza del resistore R, della reattanza della bobina L
e della reattanza del condensatore C, per cui si ha uno
sfasamento complessivo tra tensione e corrente, che dipende sia
da R sia da XL sia da XC. Si dice
impedenza
del circuito RLC l'ostacolo che esso oppone al
passaggio della corrente alternata. L'impedenza si indica con la
lettera Z,
si misura in W, si calcola con la seguente formula:
Z =Ö
R2 + (w
L - 1/w
C)2
Z
è un vettore il cui modulo lo indichiamo
con Z.
Tale formula ci dice che il modulo dell'impedenza
Z si calcola facendo la radice quadrata della somma di R al
quadrato +
(w
L - 1/w
C) tutto al quadrato, che poi è la
reattanza al quadrato. Invece
Z
vettore è :
Z
= R + j (w
L - 1/w
C).
La legge di Ohm diventa:
V =
Z I
= (R + j (w
L - 1/w
C) I
Cioè la tensione vettore ai capi di un
circuito RLC è uguale al prodotto della impedenza Z vettore per
la corrente vettore.
Per disegnare i vettori usiamo il seguente
schema:

cioè prima disegniamo la tensione ai capi di
R che è orizzontale e quindi
VR
= RI;
poi disegniamo la tensione ai capi della induttanza L, che è
sfasata di 90° in anticipo quindi
VL
= j XL
I; poi
disegniamo la tensione ai capi del condensatore C, che è sfasata
di 90° in ritardo VC
= - j XC
I, poi
facciamo la somma vettoriale dei tre vettori e otteniamo il
vettore V,
che è la tensione applicata al circuito RLC. Per calcolare lo
sfasamento j
,
cioè l'angolo tra tensione
V e
corrente I
si può usare la seguente formula:
j =
arctg ( w
L - 1/w
C) / R
cioè arcotangente del rapporto tra parte immaginaria e parte
reale.
|